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San Patrizio: tra storia e leggenda


È universalmente noto (anche perché gli Irlandesi non si fanno sfuggire neppure un’occasione per ricordarlo…) che San Patrizio è il Patrono d’Irlanda; un po’ meno conosciuta invece è la sua vera storia; vediamo dunque in sintesi la vita di questo illustre Santo.
San Patrizio nacque in Scozia, a Kilpatrick, nel 387; gli Irlandesi, persone dotate di un bizzarro “sense of humour”, lo celebrano il 17 marzo, giorno in cui Patrizio morì a Downpatrick  - Irlanda – nell’anno 461.

 Nato da Calpurnius e Conchessa, due nobili Romani che vivevano in Britannia, Patrizio fu rapito a 14 anni da alcuni pirati che lo deportarono in Irlanda , dove visse in schiavitù come pastore. L’Irlanda era allora un paese pagano, affidato ai Druidi, ed il giovane Patrizio ne imparò la lingua ed i costumi. La sua anima fervidamente Cristiana lo sorresse durante i sei anni di prigionia al termine dei quali il Santo riuscì a fuggire, non senza prima aver avuto un sogno in cui Dio gli annunciava la sua futura opera apostolica in quel paese.
Dopo la fuga, Patrizio intraprese lo studio della dottrina sotto la guida di Germanus, vescovo di Auxierre, dal quale fu poi ordinato sacerdote.
Divenuto poi vescovo, egli giunse in Irlanda il 25 marzo 433, dove svolse la sua opera di canonizzazione per oltre 40 anni. Il suo carisma fece sì che numerosi discepoli si unissero a lui e che i membri di molte nobili famiglie si convertissero al Cristianesimo. Patrizio morì nel 461 a Saul, luogo in cui aveva eretto la sua prima chiesa.
Fino a qui la storia, ma molte sono anche le leggende legate alla figura di questo straordinario Santo: egli adottò il trifoglio per spiegare ai semplici il concetto della Trinità, facendo così di quest’umile pianticella il simbolo dell’Irlanda e liberò l’isola dai serpenti, scacciandoli definitivamente dopo un digiuno di 40 giorni sul Croagh Patrick, la montagna su cui aveva edificato una chiesa nel V secolo.

 

 

Questa montagna, situata nella Contea di Mayo, il cui nome gaelico – Cruach Phadraig – significa “faraglione di Patrizio”, è ancor oggi meta di devoti pellegrinaggi, da effettuarsi possibilmente a piedi nudi (magari con una scorta di whiskey per corroborarsi una volta raggiunta la vetta..)
Anche noi Italiani abbiamo un qualche legame con questo Santo: basti citare il Pozzo di Orvieto che da lui prende il nome, avendo una qualche somiglianza con una caverna senza fondo, situata su un isolotto del lago Derg (Co. Donegal), attraverso cui si accedeva alle porte del Purgatorio.
Valicati i confini dell’Irlanda con gli emigranti, la devozione verso San Patrizio si è ormai trasformata un po’ dappertutto in un’occasione per bicchierate di birra (Guinness, what else?), balli e canti più o meno tradizionali…ma, insomma, alzi la mano chi non si è scaricato sul pc qualche screen saver o qualche wallpaper carico di trifogli, folletti, pentole d’oro ecc. ecc. in concomitanza con questa festività!!

 

 

E per rendere benaugurante questo giorno un po’ particolare, viene qui riportata un’antica benedizione irlandese, tradizionalmente attribuita a San Patrizio:
 “ Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, Iddio ti protegga nel palmo della sua mano

 

 

Al Cristianesimo celtico di San Patrizio si può attribuire anche la riuscita fusione tra il culto per il sole e il simbolo cristiano per eccellenza, la Croce, che ha originato una delle caratteristiche più salienti della religiosità irlandese: la Croce celtica.
Se ancora ci fosse qualcuno non persuaso della onnipresenza di San Patrizio in Irlanda, eccolo trasformato in "Trapattoni", per benedire e tenere sotto la sua ala protettrice anche la Nazionale di calcio .... potenza della devozione!!

 


Beannachtaí na Féile Pádraig ort! - Buon San Patrizio!