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Home Di tutto un po' Pasqua 1916: nascita di una Nazione

Pasqua 1916: nascita di una Nazione

 

 Il movimento per l’indipendenza della repubblica Irlandese iniziò a manifestarsi apertamente, sebbene senza violenza, nel 1905, quando un editore - Arthur Griffith - fondò un nuovo partito politico, lo Sinn Feín (il cui significato irlandese può essere tradotto come “noi da soli”); Griffith fu promotore della causa indipendista attraverso il giornale “United irishman”.

Lo Sinn Feín era di fatto un partito relativamente piccolo negli anni precedenti alla prima Guerra Mondiale, ma si rivelò da subito come un importante riferimento per i radicali e gli intellettuali che volevano sviluppare un’ideologia nuova ed efficace contro il lento cammino dello “Home Rule”, cioè l’istituzione da parte della Corona di leggi costituzionali volte all’auto-governo irlandese sotto l’egida della Gran Bretagna. 

Lo Home Rule era tra l’altro poco gradito sia ai Separatisti Irlandesi che agli abitanti delle “Six Counties” del Nord Irlanda, abitate in stragrande maggioranza da Protestanti fedeli al governo Britannico e preoccupati per un loro futuro senza il supporto politico Inglese. 

Nell’agosto del 1914 tuttavia le ostilità tra i vari stati europei che avrebbero poi sfociato nella I° Guerra Mondiale sembrarono a prima vista uno stimolo per la risoluzione della questione irlandese: gli inglesi avrebbero infatti preferito chiudere in fretta questa annosa vicenda per potersi concentrare sulla guerra ormai alle porte. Dopo un paio d’anni tuttavia, fu chiaro agli Irlandesi ed agli Inglesi che lo “Home Rule” era ad un punto di stallo e la presenza di Unionisti delle Sei Contee nel Governo Britannico fece temere un ritardo a tempo indeterminato della soluzione.

Fu in questo scenario deluso e confuso che i Radicali dello Sinn Feín fecero la loro mossa: il 24 Aprile 1916 - il Lunedì di pasqua - un gruppo armato di “Irish Volunteers” occuparono il General Post Office (GPO) di Dublino, facendone il loro quartier generale e Pádraig Pearse, un insegnante ed attivista dello Sinn Feín, lesse il Proclama d’Indipendenza della repubblica Irlandese. Il documento non solo evidenziava l’aspirazione all’Indipendenza dal dominio Britannico, ma sottolineava anche la necessità di creare un paese dove ciascuno fosse libero di perseguire i propri ideali, indipendentemente dallo stato sociale, economico e religioso.

Il Proclama fu sottoscritto anche da Thomas J. Clarke, Seán MacDiarmada, James Connolly, Thomas MacDonagh, Éamonn Ceannt and Joseph Plunkett. Nello stesso momento, altri volontari armati s’impossessarono di edifici “strategici” nel resto della città (The Four Courts, Boland’s Bakery, Jacob’s Factory, South Dublin Union, tanto per citarne alcuni).

Il ruolo delle donne nella rivolta fu rilevante: molte aderenti allo Cumann na mBan (Lega delle Donne) parteciparono come infermiere o portadispacci, ma combatterono anche in prima linea, come la celebre Constance Markiewicz, responsabile dell’uccisione di un poliziotto durante le primissime fasi della sommossa. Incarcerata per questo a Kilmainham, le fu poi risparmiata la pena capitale.

La rivolta colse di sorpresa sia gli Unionisti che i Nazionalisti più moderati, inclini a pensare che una atto armato fosse spropositato ed eccessivo e che la violenza non rappresentasse la soluzione del problema.

Le truppe Britanniche furono inviate con rapidità per domare i ribelli e ben presto il centro di Dublino fu devastato dagli incendi.

I Volontari non erano sufficentemente armati ed organizzati militarmente per opporre un’efficace resistenza e nel giro di una settimana dovettero arrendersi agli Inglesi. 

Durante i combattimenti furono uccisi oltre 250 civili ed oltre 60 ribelli: tra questi, più di 1000 vennero successivamente inviati in prigioni Inglesi.

Tuuti i 16 capi della rivolta (tranne uno) furono incarcerati nel tristemente famoso Kilmainham Gaol di Dublino e qui giustiziati nel maggio 1916 per fucilazione o patibolo, dopo aver subito un processo in molti casi totalmente sommario, scatenando un sentimento di sdegno anche tra i benpensanti, ulteriormente disgustati dal racconto dei maltrattamenti subiti dai prigionieri.

Nel periodo di Natale del 1916 gli Inglesi rilasciarono i prigionieri ancora in carcere, soprattutto come atto di buona volontà verso gli Stati Uniti, riluttanti ad entrare in guerra a fianco della Gran Bretagna.

La Rivolta di Pasqua non ebbe nell’immediato un esito positivo, e fu seguita da un lungo periodo di sangue: la Guerra Civile Irlandese ed - in tempi più recenti -  gli attentati terroristici dell’IRA, braccio armato dello Sinn Feín; non si può tuttavia disconoscere il suo merito nell’accelerare la presa di coscienza di ogni cittadino Irlandese come membro di uno stato legittimamente intitolato a divenire una Repubblica democratica, fondata su un avvenire di pace, uguaglianza e libertà. 

 

Fatti interessanti

 

L’inno nazionale Irlandese -the Soldier’s Song o Amhrán na bhFiann- fu composto nel 1907 da Peadar Kierney e pubblicato per la prima volta nel giornale Irlandese “Irish Freedom” nel 1912, ma divenne universalmente noto solo dopo essere stato cantato durante la Rivolta di Pasqua. Nel 1926 fu ufficializzato come Inno nazionale.

Anche il tricolore Irlandese, ideato da Thomas Francis Meagher nel 1848, si caricò di significati dopo essere stato issato sul GPO durante la Rivolta.

 

Durante la Rivolta di Pasqua venne trasmesso quello che è considerato il primo comunicato radio della storia moderna; il testo recitava “la repubblica d’Irlanda è stata proclamata oggi a Dublino. Le truppe irlandesi si sono impossessate della città e ne hanno il pieno controllo. Il nemico non può agire. L’intero paese è in rivolta”. Il messaggio venne trasmesso ad intervalli regolari per un giorno intero e captato da molti, ma i ribelli non lo seppero mai, perchè sprovvisti di un apparecchio ricevitore funzionante.

 

Éamon De Valera, presidente d’Irlanda nel 1921-22 e dal 1959 al 1973, dominò la scena politica per oltre mezzo secolo. Nato a New York nel 1882, partecipò attivamente alla Rivolta di Pasqua, ma venne graziato in quanto cittadino americano per nascita.

 

W.B.Yeats, il celebre poeta Irlandese, scrisse la famosa “A Terrible Beauty” ispirandosi alla Rivolta:

…Ecco, lo scrivo in versi - 

Mac Donagh e Mac Bride 

con Connolly e Pearse 

ora e nei tempi che verranno, 

in ogni luogo in cui si indossi il verde, 

sono mutati, mutati interamente: 

una terribile bellezza è nata.

 
La celebre ballata tradizionale “Foggy dew”, portata al successo da Sinead O’Connors, è un inno al coraggio degli uomini che si unirono ai ribelli durante la Rivolta. 

…I più coraggiosi caddero 

e nel silenzio le campane 

suonarono tristemente il requiem per coloro

che morirono in quella Pasqua di primavera.

Il mondo guardò con grande stupore

quei pochi uomini coraggiosi

che sostennero la lotta perché la luce della libertà

risplendesse nella nebbia di quel mattino…